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La Spagna marcia sul disastro italiano, il post di Ciriello fa riflettere

Italia a dir poco disastrosa contro gli spagnoli che hanno dilagato sul piano del gioco anche se hanno vinto con una autorete di Calafiori.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

21/06/2024 21:29 - Interviste
La Spagna marcia sul disastro italiano, il post di Ciriello fa riflettere
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Marco Ciriello, scrittore, ha commentato con un post la sconfitta dell'Italia contro la Spagna che ha evidenziato tutti i limiti del nostro movimento calcistico. Queste le sue parole: "Italia, quando il futuro dribblava. 1- Abbiamo una generazione under 17-20 buona, pescare tra loro passandogli i principi spallettiani. 2- Obbligo di marcare a uomo dai 6 ai 17, anche in spiaggia. 3- Insegnare che il pallone non può farti male quando te lo passano (al netto delle prove allergiche). 4- Tirare le punizioni, sempre, tutti. E pazienza per i vetri. A Porta Metronia ora ci girano i film evocando i tiri di Totti".

E poi: "5- Completare e propagare la sequenza del DNA di Gianni Rivera, in fondo siamo il paese di Luigi Luca Cavalli-Sforza. 6- Il dribbling non è reato, semmai obbligo civile, vedi punto 18. 7- Non si torna a casa se non riesci a fare 1000 stop giusti di seguito. 8- Obbligo di studiare la vita di GinoBartali e GigiRiva. 9- Ecco il vecchio numero nove, quello vero, sarà all’asilo, scoviamolo. E gli Scamacca lasciamoli ai loro club. 10- Le amichevoli si fanno con quelli del rugby, e chi viene convocato in nazionale senza saper giocare a scacchi deve 50 mila euro ai braccianti di Rosarno".


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Ed inoltre: "11- La riconoscenza lasciamola ad Emergency, e Di Lorenzo a occhio non è Gino Strada. 12- Cambio della narrazione nella tivù: il vero fascismo non è crosetto sono adani, rimedio, caressa etc. con il loro linguaggio trionfante. 13- Il compito dei giornalisti sportivi è di non essere amico di nessun calciatore né allenatore né procuratore, il mondo è pieno di gente per uscire a cena. 14- Calafiori no, non era Cabrini, (sì, l’hanno scritto). 15- Se Franco Baresi è il calciatore preferito di Werner Herzog e Lorenzo Pellegrini quello di Valerio Mastandrea capite che c’è un problema calcistico e cinematografico in questo paese".

Ed ha concluso: "16- Obbligo di giocare nelle piazze, nelle strade, nelle camerette e soprattutto nei lidi di Briatore e Santanché. 17- Ripristino degli oratori, vanno bene anche i suratori, i sinagogatori e templidori, basta che si preghi solo negli intervalli e senza smettere di palleggiare. Dio è con noi se ci lascia giocare a pallone. 18- Nascita della baggiofilia: materia scolastica fondata sul dolore superato con i dribbling, obbligatoria per tutti. Lo so Baggio non si crea, nasce, ma l’Italia ha l’obbligo di cercarlo, evocarlo, generarlo. Il fatto che Baggio venisse derubato durante Italia-Spagna non è una coincidenza. 19- Nascita della maldinifilia: disciplina fondata sul tackle, obbligatoria ça va sans dire.  Lo so Maldini non si crea, nasce, ma l’Italia ha l’obbligo di cercarlo, evocarlo, generarlo. 20- Studio della geometria e della fisica di paolorossi che comporta la conoscenza assoluta del rimbalzo del pallone in area di rigore. 21- Il calcio è un gioco e la vita ci riserva già tanta sofferenza quelli che amano soffrire possono cominciare ad occuparsi delle carceri e del mondo del lavoro dove la fase difensiva ancora non è arrivata".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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